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Avatar di Stefano Pogliani

Non voglio spostare l’attenzione da questo tema molto importante.

Tuttavia, oltre ai « social », penso ci siano altre cose dannose, sicuramente in maniera diversa.

Non ho mai capito, per esempio, perché il « Grande Fratello » ha (o aveva) un canale 24/24 dove la gente poteva seguire la vita dei topini in ogni momento. Ma chi ha il tempo di farlo? Pero’ se il canale c’e’ , probabilmente piu’ persone seguono.

O « le serie ». Io sono ormai vecchio, sicuramente. Ma sento che esistono moltissiméserie, su network televisivi diversi. Ancora una volta: ma chi ha tempo? Eppure ne producono sempre di piu’, quindi tanti le guardano.

La sensazione e’ che, oltre ai social, sempre piu’ persone sono assorbite da vite parallele.

E capisco che per i genitori di oggi sia molto difficile abituare i figli a vivere la vita vera.

Avatar di Lazarus

Pensare che un genitore normale, che lavora sempre di più, si occupa delle questioni giornaliere e manda avanti una famiglia possa anche solo minimamente pensare di competere con un’infrastruttura digitale progettata da ingegneri e miliardari per rubare il tempo che i figli passerebbero con lui, è quantomeno inverosimile.

Oltre che l’oggettivo vantaggio competitivo dato dagli algoritmi, le Big Tech dispongono di un’asimmetria informativa favorevole in questa guerra dell’attenzione. Sanno per filo e per segno gli effetti precisi che il cellulare e i social hanno su ogni ragazzo. La maggior parte delle famiglie ignora queste dinamiche. Gli studi ci sono, è vero, ma se si pensa che la famiglia media sia ne sia al corrente, forse non si ha molto chiaro il concetto di famiglia media, che non può - e né deve essere costretta a - leggere Haidt in massa per non vedere la salute mentale dei figli deteriorarsi a causa dei dispositivi digitali.

Serve una campagna informativa su larga scala per le famiglie. E sopratutto, serve una regolazione da parte di un potere esterno alle Big Tech, che abbia la forza di opporsi al loro strapotere. Non a caso, lo Stato australiano e quello spagnolo si stanno già muovendo in questo senso.

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