Un accordo da 45 miliardi che ridefinisce le alleanze nell’Intelligenza Artificiale
Mentre i razzi di SpaceX puntano i cieli, un nuovo tipo di alleanza si consolida a terra. Anthropic, il laboratorio di intelligenza artificiale fondato da Dario Amodei, pagherà a SpaceX 1,25 miliardi di dollari al mese fino a maggio 2029 per l’accesso a enormi capacità di calcolo. Un contratto che, secondo i documenti depositati per l’IPO di SpaceX, potrebbe superare i 40-45 miliardi di dollari complessivi.
L’intesa, rivelata in dettaglio nel filing S-1 di SpaceX presentato mercoledì, copre i data center Colossus e Colossus II, strutture imponenti tra Tennessee e Mississippi originariamente costruite per xAI, la società di Elon Musk.
Anthropic utilizzerà principalmente la potenza per l’inferenza dei suoi modelli Claude, soddisfacendo una domanda molto cresciuta negli ultimi mesi - anche grazie, o a causa, delle tensioni con l’attuale amministrazione americana che aveva messo Anthropic in blacklist portando per reazione a Claude nuovi utenti da tutto il mondo - tra abbonati e clienti enterprise.
Nei primi due mesi - quindi maggio e giugno 2026 - le tariffe sono ridotte durante la fase di ramp-up, e sia Anthropic sia SpaceX possono rescindere con 90 giorni di preavviso. Per molti osservatori del settore però, il vero colpo di scena non è tanto (o solo) quello finanziario, ma anche quello relazionale.
Elon Musk e Dario Amodei non sono mai stati amici. Negli ultimi tempi Musk ha criticato duramente Anthropic e il suo approccio “sicuro” all’AI, definendolo eccessivamente cauto o influenzato da ideologie che contrastano con la sua visione accelerazionista e massimalista. E Amodei d’altra parte ha un approccio verso il Governo americano attuale e verso l’uso dell’intelligenza artificiale applicata a scopi militari, agli antipodi rispetto dalle posizioni di Elone Musk.
Eppure.
Eppure di fronte alla scarsità cronica di potenza computazionale -il nuovo petrolio dell’era dell’IA - le divergenze personali sono state messe via. “Pragmatismo estremo”, lo definiscono alcuni insider. Musk ha persino lodato pubblicamente i progressi di Claude! E Anthropic con questa mossa guadagna capacità critica per scalare senza dipendere esclusivamente da cloud provider tradizionali come AWS o Google Cloud.
SpaceX oltre i razzi
L’accordo segna un ulteriore capitolo significativo nella diversificazione di SpaceX, da sempre sinonimo di lanci orbitali, Starlink e missioni verso Marte. L’azienda di Musk sta trasformando infrastrutture, costruite per esigenze interne, in una nuova linea di business ad alto margine. Già qualche settimana fa si parlava infatti del suo progetto di data center nello spazio (qui un mio intervento a tema, ospite di Giancarlo Loquenzi a Zapping su Rai Radio1). Tornando a noi.
Nel filing S-1, SpaceX parla esplicitamente di “monetizzare capacità di calcolo inutilizzata” e accenna a piani ambiziosi per data center orbitali, resi possibili dalla riutilizzabilità di Starship. È una mossa che riflette la tempra e l’azzardo di un’azienda un tempo vista come un’avventura quasi romantica dell’esplorazione spaziale. Oggi SpaceX si posiziona come attore infrastrutturale a 360 gradi: razzi, internet satellitare e ora “AI cloud” su scala industriale. Un’evoluzione che potrebbe contribuire in modo decisivo alla redditività complessiva delle imprese di Musk, soprattutto in vista dell’IPO.
Dario Amodei, un pensatore fuori dagli schemi
Dario Amodei, ex vicepresidente di OpenAI ha lasciato l’azienda di Sam Altman nel 2021 proprio per divergenze su sicurezza e governance. Con Anthropic ha costruito non solo modelli potenti, ma un’organizzazione strutturata come “public benefit corporation”, con enfasi costituzionale sull’allineamento e sulla responsabilità. La sua mossa di siglare un accordo con un Musk, soprattutto dopo essere stato pubblicamente criticato dallo stesso Elon, dimostra una flessibilità tattica e una lungimiranza notevoli. “Pensa sempre tre mosse avanti”, dicono di lui collaboratori e competitor. In un settore dove il compute è il collo di bottiglia principale, Amodei ha scelto di pagare un prezzo record per assicurarsi un vantaggio competitivo, puntando su inferenza di qualità per servizi enterprise e consumer.
Un segnale per l’intero ecosistema
L’intesa Anthropic-SpaceX va guardata oltre i due protagonisti. È la dimostrazione plastica di quanto la domanda di AI compute sia diventata famelica. Laboratori rivali si contendono gigawatt come paesi in guerra si fronteggiano per delle risorse strategiche. Nel frattempo, che noti ex nemici diventano fornitore e cliente perché il progresso tecnico non aspetta le riconciliazioni personali. Per Wall Street, che osserva con attenzione l’IPO di SpaceX, l’accordo rappresenta una rassicurazione: potenziali ricavi ricorrenti da un cliente di alto profilo in un mercato in iper-crescita con una bolla pronta a esplodere all’orizzonte.
A mio parere tutta questa frenesia tecnologica e multimilionaria, solleva diverse domande sul futuro delle infrastrutture critiche dell’AI: chi le controllerà? Con quali garanzie di trasparenza e sicurezza? Che rapporto reale c’è tra investimento in AI e ricavi (al di là della copertina)?
Fonti:
Axios: https://www.axios.com/2026/05/20/anthropic-spacex-compute
Wired: https://www.wired.com/story/spacex-ipo-anthropic-compute-finances-risks/
SEC S-1 SpaceX: https://www.sec.gov/Archives/edgar/data/1181412/000162828026036936/spaceexplorationtechnologi.htm
New York Magazine (su rapporti Musk-Amodei): https://nymag.com/intelligencer/article/anthropic-dario-amodei-xai-elon-musk-team-up-against-openai-sam-altman.html


